GIARDINI MINIMI

PROGETTO:       GIARDINI MINIMI –  DAL DIRE AL FARE

Classi 3D – 4D

Proff. Lina Gallina – Liliana Ruffilli

 

Le classi 3D e 4D hanno svolto un’attività di laboratorio  sul tema della natura in cui si sono intrecciati diversi campi di conoscenza e di sviluppo delle abilità. Il filo conduttore che abbiamo scelto quest’anno è  la meraviglia, intendendo con questo termine richiamare l’emozione di fronte al potere della parola, della musica e della natura .

 La meraviglia è spesso fatta di nulla, delle piccole cose di cui sono fatte le nostre giornate , a cui prestiamo poca attenzione. Ma è un nulla molto preciso, che può riempirsi di significato se lo facciamo diventare il luogo  delle nostre fantasie e della nostra capacità di rappresentazione. Allora, alle piccole cose si possono accompagnare grandi pensieri.

La meraviglia è stupore e ricerca, soprattutto ricerca di bellezza , di perfezione nelle nostre vite imperfette. Siamo convinti che il senso estetico vada educato, anzi, per usare un termine più proprio e per noi così denso di richiami, vada coltivato. Il senso del nostro progetto è qui: comporre un insieme di esercizi, di attenzione, di lingua, di creazione, di suoni che possano rendere sorprendente il banale, trasformandolo con il dire e con il fare.

 Le attività si sono svolte su due piani, quello dell’approfondimento letterario e artistico e quello della progettazione e realizzazione di opere verdi.

Abbiamo adottato lo sguardo dello scrittore Maurizio Maggiani, che si definisce un “naturalista domestico”, autore di una sorta di abbecedario delle piccole meraviglie della natura intitolato “La zecca e la rosa”, un libro pieno di incanto per la  bellezza di  orti, fiori, alberi, stagioni, ma senza traccia alcuna di retorica, in una lingua che vola altissima.

La lettura di alcune pagine, in ordine alfabetico , dalla A di annaffiare alla Z di zecca,  guidano i visitatori in un percorso di sguardi, colori e profumi che gli studenti hanno tracciato progettando e creando una serie di opere viventi rappresentative delle piccole meraviglie raccontate nel libro.

Ciascuna delle opere è poi un esercizio di re-invenzione, poiché nasce dall’intento di fondere l’azione umana con l’attività imprevedibile della natura, creando nuove immagini e riqualificazioni di tessere minute del paesaggio e di residui della nostra quotidianità.

 Sono nati così i nostri “giardini minimi”, cioè una grande varietà di piccole opere verdi, in cui oggetti ormai inutilizzati o scarti urbani sono stati recuperati e ripensati come elementi di un nuovo paesaggio e rivivificati da un nuovo soffio di vita e di bellezza. Si è tentato, insomma, un ribaltamento di valore, ispirato all’idea che il nostro sguardo, attento, partecipe e fantasioso, possa cogliere e creare una nuova meraviglia permettendo di riappropriarci del contatto con la natura.

Tutto il laboratorio si è sviluppato con un criterio che potremmo definire sinestesico, nel senso che abbiamo voluto sollecitare tutti i cinque sensi nelle varie attività e, nella presentazione dei lavori, potrete anche ascoltare un’esibizione musicale in tema, preparata da un gruppo idei nostri studenti.

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